Il partito preso

“… le convinzioni che si trovano negli uomini cosi varie, diverse ,e pienamente contraddittorie, e tuttavia asserite, qua o là, con tale sicurezza e fiducia, che colui il quale darà uno sguardo alle opinioni dell’umanità, osservando come siano opposte e al tempo stesso considerando l’infondatezza e la devozione con cui sono sostenute, può forse aver ragione di sospettare che o non vi sia per nulla ciò che si chiama verità , o l’umanità non possieda i mezzi sufficienti per raggiungere una conoscenza sicura. È quindi opportuno ricercare i limiti fra opinione e conoscenza; ad esaminare secondo quali criteri dovremmo regolare il nostro assenso e moderare le nostre persuasioni nelle cose di cui non abbiamo conoscenza certa.” ( Jhon Locke – 1632-1704)

Persone che hanno convinzioni “per partito preso” affollano le manifestazioni e i talk show  della televisione o tavole rotonde “impegnate” su grandi temi della storia, dell’attualità e dell’umanità in genere. Per non parlare dei social  diventati in molti casi  dei veri e propri campi di battaglia dove si fa a gara a chi la dice più cattiva … o più stupida.

Ciò perché, in realtà,  questo genere di persone non va alla ricerca della verità, ma di ragioni che possano sostenere le proprie convinzioni e contemporaneamente  rifiuta tutto ciò che possa in qualche modo contraddire il proprio “partito preso”, la propria opinione preconcetta.

In alcuni casi “per partito preso” si arriva sacrificare la propria vita o ad uccidere un proprio simile e ne abbiamo esempi quotidianamente: basta sentire un telegiornale qualsiasi o leggere un giornale a caso.

Questo genere di persone, sempre più numerose, considera l’interlocutore di idea contraria  come  un binario in una strada ferrata considera l’altro binario: non lo incontrerà mai, perché non ha nessuna intenzione di incontrarlo. La discussione non è finalizzata a trovare un punto di incontro, ma ad evidenziare i punti di disaccordo per rimanere ognuno sulle sue posizioni preconcette.

Con ciò alimentando posizioni di intolleranza  ed insegnando alla nuove generazioni  odio e divisione .

E poi c’è chi si meraviglia di una escalation della violenza nei giovani.

Ma su questi presupposti io mi meraviglio di chi si meraviglia.

Luigi Pescuma

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