Criminalità… educazione … sicurezza …lavoro… ingiustizia
Parole importanti, attuali e che in gran parte di noi stimolano reazioni psicologiche e ricordi di vita vissuta non proprio piacevoli.
Nella vita di ogni giorno ci troviamo e valutare situazioni e problemi che afferiscono almeno uno di tali temi e, ognuno, per la sua competenza specifica, fa un gran parlare con il collega di lavoro o con il vicino di casa piuttosto che con un compagno di viaggio o con l’amico al bar.
Alla fine di ogni discussione ognuno ha detto la sua e ritiene di avere l’antidoto per risolvere i problemi che attanagliano il quartiere, la città, la nazione, il mondo.
Questo succede normalmente.
Quando parliamo, parliamo bene. Abbiamo delle intuizioni degne delle migliori menti giuridiche e filosofiche. Spaziamo – magari senza saperlo – dal sistema giuridico anglosassone a quello latino e diamo delle soluzioni che, se andassimo a ripassare la storia dei codici che l’uomo si è dato di volta in volta per regolare la vita sociale (dalla legge del taglione alla teoria della pena intesa come rieducazione civile), ci accorgeremmo che sono già state date, nel corso dei secoli, da eccelse menti giuridiche.
Tutti parliamo e tutti pontifichiamo.
Si può però quasi sempre individuare un denominatore comune:
si parla e si pontifica quasi sempre pensando che quei problemi sono problemi degli altri. Sono cose – si pensa – che succedono sempre agli altri.
Ma c’è di più. Noi ci limitiamo a parlare. Magari abbassando il tono di voce o cambiando l’enfasi al passaggio del brutto ceffo o del noto prepotente di turno o del potente che potrebbe indispettirsi.
E già, perché quando poi ci troviamo a dover fare qualcosa di tangibile per dare il nostro contributo concreto per evitare che la criminalità aumenti, per dare una vera educazione ai giovani assetati di modelli da emulare, per contribuire alla sicurezza nostra e degli altri e dare idee per costruire opportunità di lavoro, o per opporsi alla malagiustizia allora siamo ……..pavidi, aridi e, certamente, pessimi modelli da emulare per i giovani che ci stanno intorno.


